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Vincitori della I Edizione del Premio Babel
La giuria della I Edizione del Premio Babel, composta da 16 persone tra critici, curatori, galleristi e storici dell’arte di diversa provenienza territoriale ha decretato i vincitori di ogni disciplina in concorso:
Pittura VINCENZO PATTUSI
Scultura SERGIO FRONTEDDU - CARLO SALVATORE LACONI
Fotografia VERONICA MUNTONI
Grafica VALENTINA SANI
Installazione RICCARDO MURONI
Video MATTEO CAMPULLA
I curatori Efisio Carbone, Carla Deplano e Roberta Vanali si sono riservati di segnalare alcuni degli artisti in concorso che esporranno una o due opere:
CLAUDIA MATTA grafica
SIMONE LOI video
RITA CHESSA fotografia
ALBERTO PICCIAU installazione
ROBERTO PIREDDU fotografia
MIRA CASELUIS pittura
La mostra dei vincitori e dei segnalati si terrà nelle Sale della Corona e in quelle degli Archi del Centro D’arte e Cultura Il Ghetto, in via Santa Croce a Cagliari. L’inaugurazione è prevista per venerdì 7 giugno dalle 19 con buffet offerto dal Bliss Caffè e dalla Cantina Altea e con dj set a cura di Bruno Uda.
Si ricorda che il Premio Babel, ideato da Roberta Vanali con il contributo della Fondazione Bartoli-Felter e dell’Agenzia Remax Pierini, premierà i vincitori con una mostra personale in sei diversi spazi espositivi (Galleria Meme, Spazio (in)visibile, Galleria La Bacheca, Spazio P, Galleria G28, Art: Found! Gallery) e un corso funzionale all’inserimento nel mercato dell’arte. Le opere in mostra al Ghetto faranno il giro della Sardegna per essere ospitate a Oristano, nella Pinacoteca Comunale Carlo Contini; a Sassari, alla Galleria LEM; la Stazione dell’arte di Ulassai (Museo Maria Lai); ad Alghero, alla blublauer e per finire a Nuoro, allo Spazio Tribu.
Il catalogo dell’evento in ebook è gentilmente offerto da Logus Mondi Interattivi e sarà presentato in data da stabilire.

La Sardegna e il mondo perdono una grande artista. Una con le mani e i pensieri d'oro. Che da Cardedu tendeva i suoi fili verso il mondo e captava e restituiva segnali.
Maria Lai aveva 93 anni ed era nata a Ulassai il 27 settembre del 1919.
Premio Art Gallery - Quarta Edizione
PRIMO CLASSIFICATO
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SILVIA MEI
Silvia Mei è una pittrice di origine sarda, classe 1985. Diplomata all'Accademia di Belle Arti di Sassari nel 2009, si trasferisce a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, di cui le manca solo la tesi. Tra il 2010/2013 è finalista in diversi premi, tra cui Premio Celeste (secondo premio) e Italian Factory. Ha partecipato a collettive come Arte Accessibile, o presso la galleria Antonio Colombo o Fabbrica Borroni. E personali dai titoli Ad Mirabilia, Reincarnati in natura, e Different Identities. I lavori della Mei rappresentano il binomio tra forte istinto primitivo nella composizione della figura e nell'uso del colore, contrapposto a una naturale ricerca minuziosa nei dettagli. Una struttura forte e tangibile in ogni lavoro dove sono protagoniste, su grandi fogli di carta bianca, principalmente figure umane in coppia, o gruppi famigliari.
"Intendo la spontaneità che accompagna la sincerità infantile: il mio lavoro è una sorta di ritorno al passato, (istinto) con la coscienza del presente... Il decadimento talvolta si trasforma in malattia, deformità, un malessere fisico e quindi interiore che di solito uso come autopunizione o vendetta. Il colore è protagonista di ogni opera, insieme all'umano e alla natura".

A partire da sabato 23 marzo (inaugurazione ore 19.00) il Museo MAN propone un nuovo progetto espositivo dedicato ai linguaggi della contemporaneità.
Curata da Simone Menegoi e Lorenzo Giusti, The Camera’s Blind Spot indaga le relazioni tra scultura e fotografia attraverso il punto di vista di un gruppo composito di artisti europei e statunitensi nati negli anni Settanta. Il termine “Blind spot” definisce la parte oscurata del campo visivo, il punto cieco del nostro sguardo.
Oltre ai più recenti sviluppi della formula canonica, in cui la fotografia documenta, rivisita e ricrea opere tridimensionali già esistenti (formula nata con la fotografia stessa e che ha conosciuto una straordinaria svolta creativa quando scultori comeMedardo Rosso e Costantin Brancusi, al principio del XX secolo, hanno iniziato a fotografare le loro stesse opere in condizioni mutevoli di luce e di spazio), la mostra ambisce a dare conto di altre possibilità oggi non meno importanti, in particolare quella in cui la materialità dell’immagine fotografica è spinta a tal punto da diventare essa stessa scultura. Una sfida a ciò che, sino dalle origini della tecnica fotografica, ne costituisce il limite maggiore, l’impossibilità di restituire su una superficie piana un oggetto tridimensionale. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue pubblicato da NERO.
Dieci gli artisti coinvolti nel progetto: Becky Beasley (Regno Unito 1975) Bruno Botella (Francia 1976), Stefan Burger (Svizzera 1977), Michael Dean (Regno Unito 1977), Giuseppe Gabellone (Italia 1973), Francesco Gennari (Italia 1973), Curtis Mann (Usa 1979), Taiyo Onorato & Nico Krebs (Svizzera 1979), Erin Shirref (Usa 1975), Sara VanDerBeek (Usa 1976).
Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue pubblicato da NERO con testi di Barbara Casavecchia, Lorenzo Giusti e Simone Menegoi.

"Gli Spazi dell’Arte. Dall’Arte Programmata al Minimalismo"
Dal 21 marzo fino al 19 gennaio 2014 al Palazzo di Città di Cagliari
Una mostra che chiude il cerchio. Un'esposizione che permette di completare un importante progetto dei Musei Civici di Cagliari finalizzato alla totale esposizione al pubblico della Collezione d’Arte Contemporanea, una delle più rilevanti e complete raccolte dell’arte non solo italiana degli anni Sessanta e Settanta, formata a suo tempo da Ugo Ugo con la collaborazione di Aldo Passoni. Dal 21 marzo fino al 19 gennaio 2014 al Palazzo di Città di Cagliari si terrà la mostra “Gli Spazi dell’Arte. Dall’Arte Programmata al Minimalismo” a cura di Anna Maria Montaldo.